Concessi gli arresti domiciliari in quanto mamma a Stefania Citterio, rinviata a giudizio insieme al fratello Pietro per concorso nell'omicidio del tassista Luca Massari, massacrato per aver investito e ucciso un cane. La scarcerazione è stata decisa dal gup Stefania Donadeo, che invece ha rigettato un'analoga istanza avanzata anche da Pietro Citterio ieri, in occasione dell'udienza terminata con la condanna a 16 anni di reclusione per Morris Michael Ciavarella. Stefania Citterio era detenuta a San Vittore da nove mesi come gli altri imputati, insieme alla figlia di un anno e mezzo avuta da Ciavarella.
Il gup le ha concesso i domiciliari in virtù di un combinato tra l'articolo 275 del codice di procedura penale e di una recente sentenza della Corte costituzionale. L'articolo del codice, al quarto comma, stabilisce che non è applicabile la misura della custodia in carcere alle mamme con figli minori di 3 anni in assenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. Mentre la sentenza 164/2011 emessa a marzo dalla Corte costituzionale ha stabilito l'incostituzionalità della norma che non consentiva una misura cautelare diversa dal carcere nei casi di omicidio. Donadeo ha invece respinto l'istanza di conversione della misura di Pietro Citterio, ritenendo che sussistono comunque i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari. Per i due fratelli il processo comincerà il prossimo 16 ottobre davanti alla prima corte d'assise.
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